Medicina

LA DISINFEZIONE DELLE FERITE

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Vagina
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Giorgio Sciarra

30/06/2023

1. La disinfezione
2. Come disinfettare le ferite cutanee?
3. Come disinfettare le lesioni vaginali?
4. Come disinfettare le lesioni della mucosa orale?
5. Quali sono le complicanze più temibili associate all’instaurazione di un’infezione?


1. La disinfezione

La disinfezione consiste nell’eliminazione di microrganismi patogeni presenti o presumibilmente presenti in ambienti, oggetti e materiali, con l’obiettivo di ucciderli, inattivarli o allontanarli, in modo da impedirne la diffusione e il contatto con soggetti recettivi nei quali potrebbero determinare lo sviluppo di un processo infettivo.

La disinfezione viene fatta con vari mezzi:

- Mezzi fisici: tra di essi spicca il calore umido, con temperature di 80-100°C per 30 minuti

- Mezzi chimici: si tratta dei disinfettanti, sostanze efficaci con buona azione microbicida e rapida attività, innocui per chi li utilizza. In base all’attività sulle varie forme microbiche, i disinfettanti vengono distinti in tre livelli:

  • livello elevato, ossia acido peracetico, biossido di cloro, glutaraldeide, iodiopovidone (betadine) e ipocloriti con 0,1% di cloro attivo, che sono attivi contro tutti i microrganismi patogeni
  • livello intermedio, ossia alcoli, ipocloriti con 0.05% di cloro attivo, clorexidina e perossido di idrogeno (acqua ossigenata), che non hanno azione sulle forme sporali
  • livello basso, come gli ipocloriti con 0,015% di cloro attivo, che non hanno effetto sulle forme sporali, sui batteri acido-alcool resistenti, sui virus idrofili e sui miceti.


2. Come disinfettare le ferite cutanee?

La disinfezione delle ferite è un aspetto cruciale della cura medica che mira, appunto, a prevenire l'infezione e a favorire una guarigione rapida e senza complicanze.

Le ferite possono essere il risultato di traumi, interventi chirurgici o ulcere cutanee e possono costituire la porta d'ingresso per i patogeni, poiché determinano una soluzione di continuità della cute che funge da barriera protettiva.

In assenza di una corretta disinfezione, i microbi possono determinare infezioni nel sito della ferita (locali) o diffuse a tutto l’organismo (sistemiche). Le infezioni delle ferite possono ritardare la guarigione, causare dolore, gonfiore e possono persino portare a complicanze gravi.

Le fasi principali della disinfezione includono la pulizia, l'antisepsi e la protezione:

  • La pulizia accurata della ferita con soluzioni antisettiche o soluzioni fisiologiche permette la rimozione di detriti, coaguli di sangue e potenziali agenti patogeni. Ciò determina una migliore proliferazione cellulare e una riduzione dell'infiammazione, facilitando così la formazione di nuovo tessuto e la guarigione della ferita
  • L'antisepsi può essere ottenuta efficacemente utilizzando agenti disinfettanti di livello intermedio o elevato
  • La protezione della ferita tramite l'applicazione di bendaggi sterili o punti di sutura riduce il rischio di contaminazione esterna.

La disinfezione delle ferite richiede considerazioni specifiche in base all’origine e alla gravità della ferita, alla sede anatomica e ad altri fattori individuali. Ad esempio, le ferite chirurgiche possono richiedere una disinfezione più intensa rispetto alle ferite da trauma. Invece, tra le ferite da trauma, distinguiamo le ferite superficiali che coinvolgono gli strati più esterni della cute che possono essere gestite anche in ambiente domestico, dalle ferite profonde che arrivano fino agli strati più interni della cute e da quelle penetranti che possono raggiungere gli organi: questi ultimi due tipi di ferite necessitano inevitabilmente dell’intervento medico.

È importante valutare la presenza di altre condizioni mediche preesistenti che potrebbero influenzare la scelta degli agenti disinfettanti o l'approccio di disinfezione.

È bene ricordare che durante le procedure di disinfezione delle ferite sarebbe utile utilizzare garze sterili, e non il comune cotone idrofilo che potrebbe rilasciare fibre all’interno, e lasciare agire il disinfettante per qualche minuto in modo da garantirne l’effetto.


3. Come disinfettare le lesioni vaginali?

Le lesioni vaginali possono derivare da vari eventi, come l'intervento chirurgico ginecologico, l'episiotomia durante il parto, l'abrasione o la lacerazione accidentale o colposa. A livello vaginale ritroviamo una flora microbica residente costituita soprattutto dai lactobacilli, che possono contribuire alla prevenzione delle infezioni, competendo con eventuali microrganismi contaminanti la lesione. Tuttavia, in determinate circostanze l'equilibrio microbico può essere disturbato, facilitando la colonizzazione da parte di batteri non saprofiti.

Anche per le lesioni vaginali la disinfezione prevede le tre fasi spiegate precedentemente. Tuttavia, in questo caso, la pulizia dovrebbe essere fatta esclusivamente con soluzioni fisiologiche, mentre i disinfettanti da prediligere sono quelli a base di iodio (iodiopovidone) o la clorexidina.

È importante considerare la flora batterica endogena e l'effetto che i disinfettanti possono avere su di essa: alcuni agenti chimici possono alterare l'equilibrio microbico, compromettendo la capacità di difesa naturale del corpo. Pertanto è necessario selezionare attentamente gli agenti appropriati, perché siano efficaci contro gli agenti patogeni, e al tempo stesso minimizzino l'impatto sulla flora batterica benefica.


4. Come disinfettare le lesioni della mucosa orale?

Le ferite orali possono derivare da estrazioni dentali, interventi chirurgici orali, trauma fisico o ulcere della bocca. Come la mucosa vaginale, anche quella orale ospita una flora microbica residente, molto complessa, che include sia batteri commensali che patogeni opportunisti.

All’interno della bocca ritroviamo, però, anche un altro meccanismo di protezione rappresentato dalla presenza della saliva, ricca di immunoglobuline e di lisozima, un enzima che distrugge la parete batterica.

La disinfezione della lesione orale prevede, anche in questo caso, le tre fasi: la pulizia si effettua solitamente attraverso l'irrigazione con soluzioni fisiologiche e perossido di idrogeno, mentre l’antisepsi coinvolge l’utilizzo di clorexidina o iodiopovidone.


5. Quali sono le complicanze più temibili associate all’instaurazione di un’infezione?

L’infezione determinata da una ferita cutanea, vaginale o orale può rimanere locale o diffondersi, determinando complicanze temibili quali l’osteomielite, l’ascesso e la sepsi.

L'osteomielite è un'infezione ossea che può verificarsi se i batteri penetrano nella ferita e si diffondono all'interno dell'osso circostante: questa condizione può causare dolore, gonfiore e danni ossei a lungo termine, se non viene trattata correttamente.

L’ascesso invece si sviluppa quando il pus si accumula nel tessuto circostante alla porta d’ingresso del microbo, causando una raccolta interna che può accrescersi, comprimere i tessuti circostanti o trovare una strada per diffondersi. La formazione di un ascesso può causare dolore intenso, gonfiore e può richiedere un drenaggio chirurgico per eliminare l'infezione.

La sepsi, infine, si verifica quando i microbi passano nel sangue, diffondendosi a tutto il torrente circolatorio e andando a determinare infezioni a distanza del sito di ingresso come nel caso dell’endocardite, ossia l’infezione del tessuto di rivestimento delle valvole cardiache. La sepsi è una condizione estremamente grave che coinvolge l’attivazione incontrollata del sistema immunitario e deve essere trattata con terapie antibiotiche ad ampio spettro.

Per evitare questi rischi, occorre sempre effettuare una disinfezione adeguata delle ferite cutanee, vaginali o orali.


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