Medicina

LA NUTRIZIONE ENTERALE

Sonda
Nutrizione
Sondino
Alimentazione
Stomia
Enterale
Giorgio Sciarra

02/10/2023

1. Che cosa si intende per nutrizione enterale?
2. Come si somministra la nutrizione enterale?
3. A chi è destinata la nutrizione enterale?
4. Quali sono le controindicazioni e quali le complicanze derivanti dalla nutrizione enterale?


1. Che cosa si intende per nutrizione enterale?

La nutrizione enterale (NE) o alimentazione con sonda enterale è una terapia nutrizionale somministrata mediante la cavità orale e l’esofago, attraverso l’utilizzo di una sonda o di una stomia: in quest’ultimo caso, si tratta di un intervento chirurgico con il quale si crea una comunicazione tra il tratto gastrointestinale e l'esterno attraverso la cute della parete addominale.

Mentre la normale digestione si verifica quando il cibo viene scomposto nello stomaco e nell'intestino tenue, quindi assorbito nell'intestino crasso e trasportato dal sangue a tutte le parti del corpo, le formule enterali sono invece alimenti a fini medici speciali, appositamente trasformati o formulati per la gestione dietetica dei soggetti che ne necessitano e da utilizzare sotto controllo medico. Tali formule sono miscele contenenti proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali pronti per essere assorbiti.

La NE è destinata all'alimentazione esclusiva o parziale di soggetti con una capacità limitata, compromessa o disturbata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o espellere alimenti ordinari o determinati nutrienti in essi contenuti, o con altre esigenze nutrizionali determinate dal punto di vista medico, la cui gestione dietetica non può essere raggiunta modificando la sola dieta normale. L’utilizzo di una NE deve essere considerato solo in persone con un intestino almeno parzialmente funzionante.

Occorre distinguere la nutrizione enterale totale (NET), che si riferisce a condizioni in cui tutti i bisogni nutrizionali sono forniti attraverso un tubo di alimentazione senza un apporto orale o parenterale (endovenoso) significativo, dalla nutrizione enterale parziale (NEP) somministrata ai soggetti la cui assunzione orale di cibo e liquidi è inadeguata per raggiungere il loro fabbisogno calorico e di nutrienti giornaliero.

Infine la nutrizione enterale inoltre può essere somministrata in continuo grazie a pompe specifiche, oppure divisa in boli (nutrizione enterale intermittente).


2. Come si somministra la nutrizione enterale?

Gli alimenti a fini medici speciali possono essere assunti tramite una sonda inserita attraverso il naso che può raggiungere lo stomaco (sondino naso-gastrico) o il digiuno (sondino naso-digiunale), oppure tramite una stomia che viene creata durante una procedura endoscopica nello stomaco (gastrostomia endoscopica percutanea, PEG) o con estensione digiunale (PEG-J) o direttamente nel digiuno (digiunostomia endoscopica percutanea, PEJ).

La creazione della stomia avviene in questo modo: il soggetto viene sottoposto a procedura endoscopica, durante la quale l’endoscopio - uno strumento dotato di telecamera - viene inserito nella bocca e arriva fino allo stomaco o al digiuno dove si individua la zona adatta all’impianto. Successivamente dall’esterno si effettua un’incisione sulla parete addominale e si inserisce la PEG o PEG-J o PEJ. Nel tempo, poi, la parete gastrica o digiunale aderirà a quella addominale, creando una comunicazione beante.

Generalmente si preferisce l’uso dei sondini quando la NE è necessaria per poco tempo, fino ad un massimo di un mese. Se invece non esiste la prospettiva di tornare ad alimentarsi per bocca, si prediligono la PEG o PEG-J o PEJ, in quanto possono rimanere in sede a lungo ed essere cambiate meno frequentemente.


3. A chi è destinata la nutrizione enterale?

La nutrizione enterale può essere raccomandata nelle seguenti condizioni:

  • Cancro: i tumori della testa e del collo possono impedire la corretta alimentazione, perché in presenza di una neoplasia avanzata il metabolismo del tumore è accelerato e consuma tutti i nutrienti dell’organismo. Inoltre alcune chemioterapie e la radioterapia di determinate zone (collo, esofago) possono generare mucositi che rendono difficile o doloroso l’atto del deglutire. Pertanto, al fine di garantire un fabbisogno adeguato si può optare per la NE
  • Problemi neurologici come ictus, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, demenze avanzate (Parkinson, Alzheimer): in queste condizioni il complicato atto della deglutizione manca o non è coordinato, facilitando il passaggio del cibo e dei liquidi nelle vie aeree e aumentando il rischio di polmonite ab ingestis
  • Problemi gastrointestinali come ritardato svuotamento gastrico, acalasia, stenosi intestinale, riduzione dell’appetito e dispepsia
  • Disturbi della condotta alimentare: alcuni soggetti affetti da anoressia, che non vogliono assumere cibo, potrebbero beneficiare della nutrizione enterale.

La nutrizione enterale è adatta a tutte le età: può essere somministrata a neonati e bambini, così come agli adulti e agli anziani. Solitamente è ben tollerata e riesce a garantire una qualità di vita adeguata per tutto il tempo per cui si rende necessaria.


4. Quali sono le controindicazioni e quali le complicanze derivanti dalla nutrizione enterale?

La possibilità di ricorrere alla nutrizione enterale può essere inibita da una serie di controindicazioni. In particolare:

  • Assenza di funzionalità intestinale, grave infiammazione o stasi postoperatoria
  • Ostruzione intestinale completa
  • Grave sanguinamento gastrointestinale
  • Fistole intestinali ad alta perdita

In tutti questi casi - in cui l'alimentazione enterale diventa impraticabile - l'unica alternativa è l'alimentazione parenterale, mediante catetere venoso.

Le complicanze derivanti dalla nutrizione enterale sono distinte in gastrointestinali (gonfiore addominale, diarrea, stipsi), meccaniche (ostruzione delle sonde), da aspirazione e metaboliche (alterazione dei valori di glicemia e colesterolo).

In particolare, l'interruzione della nutrizione enterale è frequentemente correlata a complicanze gastrointestinali: sintomi come nausea e diarrea hanno un impatto negativo sulla qualità della vita di questi soggetti. Si tratta comunque di complicanze rare, che si minimizzano con l’esperienza del personale addetto e con un adeguato controllo del paziente.

Occorre inoltre ricordare che, quando i soggetti gravemente malnutriti sono sottoposti a nutrizione enterale, possono sviluppare gravi sindromi da rialimentazione con disturbi idro-elettrolitici, metabolici e gastrointestinali, che possono risultare fatali e che dipendono da somministrazioni di quantità di nutrienti troppo elevate o sbilanciate rispetto alle capacità di utilizzo dell’organismo. Pertanto in tali soggetti si inizia generalmente con piccole quantità di nutrizione, che verranno lentamente aumentate secondo la tolleranza dell’individuo.


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